Autovelox e limite di velocità a 30 km/h nelle città Italiane

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Una misura controversa

Negli ultimi tempi, alcune città italiane hanno adottato il limite di velocità di 30 km/h in specifiche zone urbane, una decisione che ha sollevato un vespaio di polemiche tra automobilisti, esperti di mobilità e cittadini. L’installazione degli autovelox per far rispettare questo limite ha ulteriormente alimentato il dibattito. In questo articolo, esploriamo i pro e i contro di questa misura, sottolineando perché, secondo molti, i contro superano i pro.

Città che aderito al limite di velocità di 30 km/h

Le città italiane che hanno adottato il limite di 30 km/h in alcune zone urbane o stanno pianificando di farlo includono:

  • Bologna: Con il piano “Bologna città 30”, approvato nel novembre 2022, Bologna prevede di abbassare il limite a 30 km/h su tutte le strade cittadine, eccetto quelle a scorrimento veloce, a partire da giugno 2023.
  • Torino: Seguirà l’esempio di Bologna dal 1 gennaio 2024, applicando il limite a 30 km/h sulle strade “senza diritto di precedenza”.
  • Milano: Diventerà una “città 30” a partire dal 1 gennaio 2024, con il limite di velocità ridotto a 30 km/h in tutta la città, escluse alcune arterie di grande scorrimento.
  • Olbia: È stata una delle prime città italiane a trasformare l’intero territorio urbano in una zona 30, a partire dal 2021.
  • Cesena: Nota per essere stata la prima città in Italia a introdurre una strada con il limite di 30 km/h già nel 1998 e oggi conta 137 km di strade con tale limite.
  • Altre città che hanno adottato zone a 30 km/h includono Cagliari, Parma (nel centro storico), Reggio Emilia, Cuneo, Vicenza (centro storico), Treviso (centro storico), Verona, Firenze (centro e periferia), Genova, Caserta, Arezzo, e si prevede l’estensione di questa misura anche a Roma.

I Pro del Limite di velocità ai 30 km/h

Sicurezza Stradale: Il principale argomento a favore del limite di 30 km/h è il miglioramento della sicurezza stradale. Studi dimostrano che ridurre la velocità in aree urbane può diminuire significativamente il rischio e la gravità degli incidenti stradali, proteggendo in particolare pedoni e ciclisti.

Riduzione del Rumore: A velocità inferiori, i veicoli producono meno rumore, contribuendo a migliorare la qualità della vita nelle aree residenziali e a ridurre l’inquinamento acustico.

Benefici per l’Ambiente: Sebbene possa sembrare controintuitivo, in teoria, una velocità costante e ridotta potrebbe portare a una diminuzione delle emissioni di CO2, dato che le accelerazioni e le frenate brusche sono limitate.

I Contro del Limite di velocità ai 30 km/h

Praticità e Modernità delle Auto: La maggior parte delle auto moderne è progettata per essere efficiente e performante a velocità ben superiori ai 30 km/h. Questo limite può quindi sembrare non solo anacronistico ma anche controproducente, poiché le auto moderne tendono ad essere meno efficienti e a consumare più carburante a velocità estremamente basse.

Aumento dell’Inquinamento: Contrariamente a quanto si possa pensare, guidare a 30 km/h può portare a un aumento delle emissioni inquinanti in certe condizioni, dato che i motori a combustione interna hanno una “zona di efficienza” ben precisa e non è a 30 km/h.

Distrazione e Frustrazione degli Automobilisti: Vi è la preoccupazione che, a velocità così basse, gli automobilisti possano distrarsi più facilmente, aumentando paradossalmente il rischio di incidenti. Inoltre, la frustrazione dovuta a limiti percepiti come irragionevoli può portare a comportamenti di guida aggressivi o al mancato rispetto delle regole stradali.

Impatto Economico: L’installazione di autovelox per far rispettare il limite di 30 km/h comporta notevoli costi. Inoltre, le multe generate possono essere percepite dalla popolazione più come una tassa occulta che come un deterrente per la sicurezza stradale.

Conclusione

Mentre l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale e ridurre l’impatto ambientale rimane nobile, è fondamentale riconoscere che l’adozione del limite di 30 km/h nelle aree urbane, insieme all’impiego degli autovelox, solleva questioni importanti che meritano un’attenzione critica. Le preoccupazioni riguardano non solo l’efficienza e l’efficacia dei veicoli moderni a queste velocità ridotte, ma anche l’impatto sull’inquinamento, sulla psicologia degli automobilisti e sull’economia.

Di fronte a tali evidenze, emerge chiaramente la necessità di una revisione complessiva dei limiti di velocità, non solo nelle aree urbane ma anche in quelle extraurbane. In molte zone i limiti imposti appaiono privi di una giustificazione logica, orientati più verso la generazione di entrate tramite multe che verso la sicurezza o l’efficienza della circolazione.

Una proposta equilibrata potrebbe prevedere una revisione globale dei limiti di velocità, con l’obiettivo di rendere la circolazione più fluida e sicura, adeguandola alle caratteristiche tecniche dei veicoli moderni e alle effettive condizioni delle strade. Inoltre, è fondamentale che il denaro ricavato dalle multe degli autovelox venga destinato interamente e esclusivamente al miglioramento dell’infrastruttura stradale italiana, che in molte aree mostra livelli di degrado paragonabili a quelli di un paese del terzo mondo. Investire in strade più sicure e ben mantenute non solo ridurrebbe il rischio di incidenti ma migliorerebbe anche l’efficienza del trasporto, contribuendo a una riduzione dell’inquinamento e a un generale miglioramento della qualità della vita.

In conclusione, una politica stradale più ragionata e orientata al futuro dovrebbe prendere in considerazione tutti questi aspetti, cercando un equilibrio tra sicurezza, efficienza e sostenibilità ambientale. Solo attraverso un approccio olistico e ben ponderato sarà possibile raggiungere gli obiettivi di sicurezza stradale senza sacrificare le esigenze di mobilità della popolazione e l’efficacia della rete stradale italiana.

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